Raggi di luce.

La paura si trasforma con la conoscenza

15/08/2025

Stavo facendo un po’ di canalizzazione per allenarmi con questo strumento. E le è arrivata questa chiarezza: abbiamo tutti delle paure e una parte di queste si può dissolvere grazie alla conoscenza. Poiché la conoscenza permette di fare luce su aspetti sconosciuti che ci tengono legati alla paura.

Pensiamo ad un semplice evento come potrebbe essere quello di dover andare da qualche parte da soli. Il primo passo può essere informarsi sul luogo dove si deve andare. Poi prendere conoscenza di come arrivarci, e infine capire se ci sono delle cose che possiamo fare prima di partire per rendere sia il viaggio sia il trovarci in quel luogo, più facile.

Oppure può essere che ci troviamo confrontati con la malattia di un nostro caro e non sappiamo bene come stargli vicino e che cosa dirgli. Anche in questa situazione possiamo informarci in modo approfondito sulla malattia, capire dai famigliari o dagli amici se il nostro caro ha detto loro qualcosa a proposito, e poi chiedere a lui/lei come vive questa situazione. 

Un passo alla volta avanziamo in quello che all’inizio ci fa paura e che in quel momento pare difficile, talvolta insormontabile.

Avere la conoscenza già solo mentale della situazione aiuta a dissolvere il primo strato di paure.

Piuttosto che rinchiudersi ed evitare la comunicazione o non affrontare la situazione che sta lì di fronte a noi.

Poi il prossimo passaggio è quello di prendere contatto con quello che succede dentro. E incontrarci in quel luogo interiore che parla di quella situazione. Vedere se ci sono: insicurezza, dubbi, tremore, titubanza, incertezza, ansia, agitazione, batticuore, tensione in pancia, un senso di incapacità, di impotenza, di inadeguatezza, di colpa o altro.

Questo passaggio è altrettanto fondamentale, poiché la conoscenza di quanto accade dentro di noi definisce quello che ci sta succedendo ed è come pitturare una tela bianca per iniziare a darle forma usando i colori a nostra disposizione.

Infine poter accogliere quel che avviene all’interno, starci per quell’istante affinché non rimanga inascoltato - come un bambino che richiede attenzione - e possa trovare lo spazio necessario per esprimersi è come definire i contorni di tutto quello che è stato messo sulla tela per poter infine vederne la composizione e poter apprezzare quello che è presente.

In ogni situazione c’è qualcosa da apprendere, che ci permette di avanzare sul proprio cammino.

Ecco che la paura ora è più lieve e la fiducia, la sicurezza e un senso di tranquillità sono presenti.