Darsi spazio e tempo.
Sono successe tante cose negli ultimi anni e la mia attenzione era rivolta verso altro. Non c'era molto spazio in me per dedicarmi a questo blog che mi ha appassionata e mi ha dato tanti spunti di riflessione e un tempo di ascolto nei primi di anni di creazione del sito quando ero piena di entusiasmo e desiderosa di creare.
Poi è arrivato il Covid e mi sono concessa tempo e spazio. Ho sentito che quello che potevo offrire erano dei videomessaggi in cui sostenere e accogliere noi tutti in quel periodo di silenzio e contemporaneamente di incertezze e talvolta anche di confusione. Ho capito allora che per me era fondamentale rimanere uniti e non lasciarci separare e allontanare dalle convinzioni e dalle credenze individuali e da quello che ci veniva detto. Nella diversità potevamo rimanere uniti, rispettando le scelte proprie ed altrui, accogliendo i bisogni e le necessità personali.
Dopodiché mi sono occupata di altro e ho avuto un timido impulso di riconnessione con questo blog.
Ora, o meglio da qualche mese sento il ritorno della creatività, il desiderio di rimettermi a scrivere e dare voce nuovamente a quanto si muove dentro, sostenendoci reciprocamente, poiché mentre mi chino su un tema per me attuale mi do il permesso di esplorarlo all'interno di me stessa e al contempo di offrire un tempo di ascolto a chi sceglie di leggere. E di questo sono immensamente GRATA.
Fermarsi e sentire quello che succede è cosa meravigliosa. Essere testimone di quello che accade, senza attacarmi e soffermarsi su quello che dovrebbe essere e che non è. Senza che diventi un vortice in cui rimuginare. No, semplicemente un momento di osservazione, accoglienza ed esplorazione in cui toccare il vissuto del momento, lasciando che poi prenda nuovamente il volo e lasci spazio ad altro, oppure che si muova all'interno aprendo porte e finestre, da cui affacciarsi e far luce su nuovi paesaggi.
Non sto dicendo che sia sempre facile. Quel che è certo è che non aggiunge pesantezza alla situazione e al mio stato interiore. Anzi, porta sempre più spesso tranquillità, comprensione e compassione, il non volere che io sia diversa da quella che sono. Capiamoci, non si tratta neppure di procrastinare. Al contrario, passiva nell'attività e attiva nella passività.
Da metà dicembre fino a metà febbraio sono riapparsi in maniera molto tangibile tre aspetti di me che fanno ombra sul mio benessere: ho smesso di fare le pratiche spirituali del mattino, ho ripreso a perdermi nei video youtube la sera andando a volte a letto assai più tardi del mio bisogno e ho ricominciato a mangiare dolci consapevole di quello che andavo a fare, tuttavia lasciando che fosse un automatismo. Ero in balìa di questi meccanismi e non riuscivo a trattenerli. Li vedevo ed osservavo, e a tratti potevo accogliermi laddove stavo. Talvolta giudicavo ma senza dargli troppo valore, cioè senza senso di colpa, frustrazione, delusione, inadeguatezza e tristezza. Sentivo il conflitto dentro di me che appariva, e mi davo il permesso quasi sempre di stare con quello che c'era, senza sopraffarmi con giudizi e punizioni mentali. Per lo più rimanevo in osservazione e sempre più ero consapevole che come tutto ciò era arrivato, così sarebbe passato.
Da metà febbraio fino a qualche giorno fa mi sentivo sospesa tra quella che ero e quella che sto diventando.
Ora lo posso scrivere poiché comincia a farsi strada una nuova via, interiore. Ancora non sto dando importanza al cambiamento, lo accolgo, non gli chiedo di essere diverso, cosa a cui in passato avrei sottoposto costantemente questo corpo e mente. Ora è più una questione di stare ad osservare quel che succede, essere testimone, amorevolmente e con gentilezza. Certo a tratti sento lo stimolo che sale e che vorrebbe cambiare questo mio stato. Tuttavia come sale si dissolve. E io sorrido.
È rilassante e calmante.
Per quanto riguardo l'impulso creativo ancora non so dove porterà. E questo è il bello. Stare appunto con quello che c'è senza chiedere altro, senza pretendere che sia diverso da quello che nel presente è. Un apprendimento che continua e io ringrazio per tanta GRAZIA e tanta GRATITUDINE. Una meraviglia. Gioia e leggerezza e pure un senso di libertà. Essere così come sono. Consapevole che il cambiamento è già qui e che nulla è permanente, se non l'essenza. Ma quella ancora non la conosco, ancora è lì dentro da qualche parte, e fuori, ovunque. Il viaggio è quello che conta, il viaggio che tutti stiamo facendo, per ritornare ad essa.
E allora sto, nel silenzio, ad accogliere, con una leggera curiosità ed un sorriso.